Volevo parlarvi brevemente di Copenhagen e del perchè la maggioranza degli ambientalisti pensa sia stato pressochè inutile per il clima. Da un punto di vista Gaiano, cioè dal punto di vista della scienza dei sistemi, già l'obiettivo della conferenza è assurdo: pensare che, riducendo le emissioni di CO2 ai valori di 20 anni fa sia possibile limitare la crescita delle temperature di 2 gradi.Però usare un approccio esclusivamente riduzionista per spiegare fenomeni complessi come il clima o il sistema vivente del pianeta è rischioso, perché semplifica eccessivamente la "cosa" ed espone al rischio di non comprenderla appieno nel suo essere viva, dinamica, reattiva. In questo caso, pensare che riportando le emissioni ai valori di 20 anni fa il clima possa frenare il suo riscaldamento, e possa farlo esattamente di 2 gradi C, è estremamente riduzionista, perchè non tiene conto del ruolo degli ecosistemi, e dei loro feedback sul clima. Tiene conto esclusivamente della CO2, della chimica dell'atmosfera e dell'elaborazione computerizzata della loro interazione nel determinare il clima... E' il vecchio difetto dell'impostazione della scienza ottocentesca, che considera la terra come un "ambiente" fisico inerte o quasi, non vivo, e "dato", che va per conto suo, popolato da un insieme di viventi in superficie, che si evolvono per adattarsi all'"ambiente" dato.
Secondo queste premesse, basta conoscere le leggi che regolano gli elementi di questo sistema, basta cioè "ridurre" il sistema ai suoi componenti, analizzandoli, e una volta che si conoscano le sue leggi sarà possibile modellare al computer l'evoluzione del clima. Basta cioè conoscere la chimica e la fisica dell'atmosfera, calcolarvi l'aumento o la sottrazione dell'apporto di CO2, immettere i dati nei modelli informatici, ed ecco le previsioni dell'IPCC e le raccomandazioni di ridurre le emissioni in modo tale che l'aumento non superi i 2 gradi centigradi.
Senonché ormai si sa che la terra non è un frigorifero o una caldaia fatta dall'uomo, non è un sistema statico facilmente "regolabile"... la chimica e la fisica dell'atmosfera sono regolate in modo reattivo e dinamico, e gli ecosistemi hanno un ruolo fondamentale. La scienza dell'Ipcc, così come "ammaestrata" e "concordata" nel processo istituzionale e politico delle conferenze climatiche, non tiene conto di questo, e si basa tristemente solo sulla visione eccessivamente riduzionista che ho appena descritto.
La terra è un sistema vivo, e più dei modelli computerizzati la buona scienza si basa sull'osservazione empirica della natura, sui fatti, e sulla storia naturale del pianeta. Questo all'IPCC non viene "permesso". L'osservazione della storia naturale ci dice che la terra regola il clima grazie all'interazione tra le parti fisiche e quelle viventi (gli ecosistemi). La previsione computerizzata tiene conto solo delle parti fisiche. Gli ecosistemi non vengono considerati. Ma la storia naturale dice che la terra regola il clima in modo tale da "sintonizzarsi" in stati climatici stabili. Quando la chimica e la fisica del'atmosfera e l'input del calore solare "spingono" per un riscaldamento, il sistema dinamico vivente chiamato "terra", o "Gaia", come tutti i sistemi viventi, tende per un pò a resistere e a mantenere un equilibrio stabile, un omeostasi, come si dice, finchè questo conviene ed è possibile... Quando gli input sono troppo forti per resistere, la terra, invece che aumentare stabilmente la temperatura come prevedono i modelli riduzionisti dell'Ipcc, passa di balzo a un nuovo stato stabile, più caldo, in tempi relativamente molto brevi... Un pò come succede con la febbre, nei nostri corpi.
Si "rifugia" in questo stato caldo, e ci rimane per un pò... finchè le condizioni non sono di nuovo favorevoli per abbassare la temperatura e ritornare a uno stato stabile più fresco. Questo è già successo nella storia naturale del pianeta. Quando la terra passa allo stato stabile caldo, la vita si concentra sui poli, dove i ghiacci si sciolgono e la vita prospera, nel "rifugio" estremo delle estremità del globo... e le zone ora abitate a latitudini inferiori diventano desertiche o quasi.
Quando ritorna a uno stato più fresco, "interglaciale", come quello che sta finendo ora, i poli si coprono di ghiaccio e la vita prospera a sud... Poi, ogni tanto, il pianeta avvia una glaciazione, i ghiacci si estendono, e la vita si concentra intorno all'equatore...
Dal punto di vista di "salute" del pianeta, definita come il grado di "prosperità" della vita dei suoi ecosistemi, ossia come la quantità massima di vita che il pianeta può far fiorire su di sè, più freddo fa e meglio è. Può sembrare strano a noi mammiferi, per cui il caldo è sinonimo di vita, ma di fatto a Gaia piace il freddo. Pare che il motivo chiave sia nell'oceano: a temperature maggiori di 12 gradi C, la superficie oceanica si stratifica e non comunica più con le acque profonde, ricche di nutrienti. Le alghe in superficie quindi, a corto di nutrienti, muoiono di fame. Ed è dalle alghe che siproducono le nuvole, come scoprì Lovelock.
Dunque, acque oceaniche superficiali più calde di 12 gradi C comportano la morte per fame delle alghe, e quindi meno nuvole, e quindi meno pioggia, e quindi morte delle foreste, aumento dei deserti, siccità e fame.. Insomma, meno vita. Ecco perchè pare che Gaia abbia bisogno delle fasi di glaciazione, e in genere preferisca il freddo, per far fiorire la vita su di sè...
Tutto questo viene ignorato dalle previsioni dell'IPCC.
E in più, anche la previsione stessa dell'accordo di Copenhagen di limitare a 2 gradi l'aumento di temperatura, oltre ad essere utopico per eccesso di riduzionismo, è pure improbabile a livello di volontà politica, perchè di fatto l'accordo raggiunto è non vincolante...
Catastrofismo? No, realismo. In questo momento, più che le chiacchiere e i banchetti di Copenhagen serve adattarsi al cambiamento imminente, e organizzarsi, possibilmente valutando di spostarsi verso i poli, per quanto possibile. Bisogna accettare il cambiamento.
L'unico dato positivo di Copenhagen mi sembra l'apertura alle istanze politiche dei paesi poveri. E gli aiuti che saranno stanziati. Ma a livello ecologico è un fiasco totale, sia perché la visione di fondo è la vecchia impostazione riduzionista ottocentesca, sia perchè è mancata la volontà vera di ridurre il danno imminente.
Baci
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